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Visita Tor Fiscale

Ottobre 15, 2013 AmbienteCultura

A Tor Fiscale sulle orme del Campo barbarico.

Casale-Ristoro-del-Fiscale

Il sindacato dei pensionati Spi-Cgil VII Lega sta cogliendo l’occasione della nascita del nuovo VII Municipio per organizzare una serie di visite guidate nei siti archeologici e paesaggistici più rilevanti del nostro territorio.

L’intento è quello di far conoscere e di far vivere i luoghi più belli e suggestivi che stanno dentro la porzione di Parco archeologico dell’Appia Antica ricadente nel Municipio. Quella, per intenderci, che lungo l’asse dell’antica via Latina va dalle Porte San Sebastiano e Latina, attraverso la valle della Caffarella, le Tombe Latine, Tor Fiscale, al Parco degli Acquedotti e oltre.

Venerdì 11 ottobre più di 60 persone, guidate da Pasquale Grella funzionario dell’Ente Parco, hanno visitato la zona di Tor Fiscale. Uno dei luoghi più suggestivi carico di storia antica e moderna, forse meno conosciuto e frequentato dagli abitanti dei grandi quartieri di Cinecittà più adusi a guardare la maestosità delle arcate dell’Acquedotto Claudio dal versante di via Lemonia.

Al Parco si accede arrivandoci con la macchina da vicolo dell’Acquedotto Felice in cima alla salita di via Tuscolana dopo il Quadraro oppure, a piedi, da via Lucio Perpetuo sottopassando il fascio di ferrovie sovrastanti o, ancora, per chi possiede buone gambe, lungo un viottolo di campagna aperto di recente che arriva dal Parco degli Acquedotti e sottopassa la ferrovia all’altezza del ponticello di via del Quadraro.

Chi arriva si trova di fronte al frutto di una lunga battaglia condotta fin dall’anno 2.000 dagli abitanti della borgata vicina. Negli anni precedenti era una grande discarica di materiale edilizio proveniente dalle edificazioni dei grandi quartieri di Cinecittà. Inoltre fino agli inizi degli anni ’70 lungo le arcate dell’Acquedotto Felice c’era una vasta e fatiscente baraccopoli di circa 5.000 abitanti di cui si possono vedere ancora i miseri segni impressi sui muri.

Baracche Acquedotto felice anni 60

Oggi è diventato un angolo di grande suggestione paesaggistica. A condurre la battaglia che ha portato anche a restaurare due vecchi casali agricoli ora adibiti uno a punto informativo dell’Ente parco e l’altro a trattoria e punto per iniziative culturali, sono state Gloria e Roberta, due ragazze tostissime e determinate, animatrici del Comitato di quartiere e della onlus “Torre del Fiscale” (torredelfiscale.it) che gestisce gli 8 ettari della zona insieme alla cooperativa “Demetriade”.

In due ore di esposizione peripatetica Pasquale Grella ha magistralmente raccontato la storia antica e recente di Tor Fiscale e dei 7 acquedotti, 6 romani e 1 rinascimentale, che passavano di qui e le cui arcate, del Claudio e del Marcio, incrociandosi prima all’altezza di via del Quadraro per poi intersecarsi di nuovo proprio all’altezza della Torre medievale del XII-XIII secolo creavano un’ enclave che fu utilizzata nel 537 d.c. come campo fortificato dai Goti di Vitige che assediarono Roma durante la pestifera guerra greco-gotica. Da qui il toponimo “Campo barbarico” che in seguito contrassegnò la zona.

Ricostruzione del Campo Barbarico e della via Latina verso sud

Lo storico bizantino Procopio nel suo Bellum Gothicum, così descrive il fatto: “Due acquedotti esistono tuttora fra la via Latina e l’Appia, alti assai, e per un lungo tratto sollevati su fornici. Questi due acquedotti, in un luogo distante da Roma 50 stadi, vengono a incontrarsi e quindi si volgono in senso contrario, cosicché quello che prima andava a destra ora a va a sinistra; poi si riuniscono ancora e riprendono il precedente percorso, tornando separati. Di conseguenza, lo spazio chiuso dagli stessi acquedotti si trovava ad essere facilmente difeso. I barbari, murando con pietre e terra la parte inferiore dei fornici, diedero al luogo la forma di un campo fortificato e vi posero un presidio di non meno di settemila uomini per impedire che i nemici assediati in città ricevessero approvvigionamenti”. I Goti provvidero anche a tagliare gli acquedotti in modo che Roma fosse priva di acqua potabile.

Adiacente agli acquedotti romani, come ricorda Procopio, passava la via Latina che, prima dell’Appia antica, collegava Roma con la Campania felix.
Era dunque un punto di grande passaggio e comunicazione circondato da grandi ville rustiche.

Torre medievale del Fiscale e veduta del Parco fra Acquedotto Felice e Acquedotto Claudio

Il nome di Tor Fiscale che contrassegna la borgata limitrofa al Campo barbarico deriva dalla svettante Torre medievale del XIII secolo alta 30 mt. che ebbe funzioni militari di avvistamento. Nel XVII secolo appartenne al tesoriere pontificio altrimenti detto fiscale. Precedentemente, nel quattrocento, era detta Torre Branca.

Dicevamo dei 7 acquedotti. Il più antico, l’Anio vetus (272-269 a.c.) costruito con il bottino delle guerre contro Pirro, passa tutto in sotterranea fatta eccezione per circa 300 metri di sopraelevazione ad spem veterem nei pressi di Porta Maggiore. Per cui le grandi arcate degli Acquedotti che si vedono riguardano l’acquedotto Marcio costruito nel 144 a.c. dal pretore Quinto Marcio Re che portava, insieme alla Marcia, anche le acque Tepula e Iulia. Durante il rinascimento venne restaurato da Sisto V, Papa Felice Peretti, diventando un altro acquedotto, l’odierno Acquedotto Felice. Poi nel 52 d.c. venne realizzato dall’imperatore Claudio l’omonimo e più maestoso acquedotto che portava sovrapposto anche il condotto dell’Anio novus.

Guardando le arcate dell’Acquedotto Claudio che, nei punti più alti, s’innalzano al cielo fino a 27,40 mt. si rimane stupiti ancor oggi della grande capacità edilizia dei Romani in grado di fare di grandi e utili opere dei veri monumenti all’ars costruendi.

Nel Parco c’è anche un’area giochi, uno stupendo uliveto sociale, e un frutteto. Il tutto è tenuto nella massima cura e pulizia dalla onlus e dalla cooperativa.

Il Parco giochi e le arcate maestose dell’Acquedotto Claudio

Lo Spi-Cgil VII Lega ha avuto il merito di far scoprire a tante persone non solo un luogo bellissimo ma un esempio di lotta sociale quale quella condotta dagli abitanti di Tor Fiscale che ha prodotto la riqualificazione ambientale e archeologica di un suggestivo pezzo del nostro territorio mettendolo a disposizione di tutti. Ed anche nuova e buona occupazione per diversi giovani; il che di questi tempi non guasta. Un esempio da seguire. Dimenticavo: il pranzo al casale a base di cibi biologici è stato ottimo.

tratto da “Abitarearoma.net”

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