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Nodo Arco di Travertino: un sogno che non diventa realtà

Ottobre 3, 2014 Politica

L’ambizioso progetto relativo al nodo di scambio di Arco di Travertino non riesce a trovare realizzazione. Il Movimento 5 Stelle presenta un’interrogazione al Sindaco
Gaia Metrangolo – 30 settembre 2014 Abitare roma
Sette anni di lavori, 35 milioni di euro, quasi mille posti auto e decine di idee per sfruttare al meglio spazio e capitale investito: progetti che per il momento sembrano destinati a restare incompiuti.

Arco di TravertinoI lavori per l’infrastruttura ad Arco di Travertino sono iniziati nel 2006 con Veltroni, finiti nel 2012 con Alemanno, e hanno trovato un lieto epilogo con l’inaugurazione del 28 settembre con Marino sindaco, che ha finalmente ha aperto il parcheggio.

Si tratta di una struttura che si erge su tre livelli interrati con 997 posti auto e sopra un’area di 3.500 mq. da adibire a servizi. Il parking è stato concepito come nodo di scambio con la metropolitana e i capilinea degli autobus 85, 409, 657, 671 e 765. Per gli abbonati al metrebus la sosta è gratuita mentre per gli altri automobilisti il costo del parcheggio ( aperto negli orari della metro ed gestito da Atac) è di 1 un euro e 50 per le prime 12 ore.

Il progetto però non si risolve semplicemente in questo: l’idea originale prevedeva una piazza coperta destinata a servizi quali una biblioteca comunale, un ufficio postale, un polo sanitario, una palestra ed un’area bistrot. Ma per questioni legate al rischio di superare la metratura a disposizione e il budget previsto tutto ciò è stato rimandato a giudizio.

Rispetto all’anno scorso quando fu inaugurato nulla è cambiato, anzi: gli stalli per le auto son per la maggior parte inutilizzati, tant’è che due dei tre livelli del parking sono chiusi, e le pratiche di avvio ai lavori per gli ulteriori servizi auspicati restano in standby.

Le acque non si smuovono neppure dopo l’intervista (con allegata promessa) a “la Repubblica” rilasciata dal presidente della Regione Lazio Zingaretti che, nell’ambito del riordinamento e della razionalizzazione del sistema sanitario laziale, aveva annunciato l’apertura delle cosiddette “Case della salute”, una delle quali sarebbe dovuta essere collocata all’Arco di Travertino.

Il Comitato del Quartiere Arco di Travertino non ha smesso mai di rivendicare risultati o, perlomeno, spiegazioni dettagliate e soddisfacenti in merito agli impedimenti alla prosecuzione dei lavori, ed in particolare, nel novembre 2013, ha formalizzato la richiesta di informazione sul punto della situazione.

Ma il Comitato non è il solo: anche il Movimento 5 Stelle, che vede in Monica Lozzi la portavoce del VII Municipio, ha redatto una relazione sul nodo di scambio rilevando le disfunzioni in atto e richiedendo interventi immediati, sollecitando inoltre il Comune ad emanare al più presto il bando per l’utilizzo degli spazi interni della Piazza coperta.
Ad oggi, nessuna risposta concreta.

Il M5S e gli esponenti del Municipio VII non ci stanno e rincarano la dose: il 24 settembre infatti, Daniele Frongia, Consigliere di Roma Capitale e portavoce M5S, con un’ interrogazione rivolta al sindaco e all’assessore competente, rivendica formalmente che si faccia chiarezza sull’argomento “per scongiurare l’ennesima opera incompiuta o inutilizzata della Capitale”.

Nel documento si menzionano gli ambiziosi progetti iniziali, di cui solo il parcheggio ha visto realizzazione, il congruo finanziamento concesso ed anche la richiesta dal Municipio VII, non soddisfatta, volta alla predisposizione di un bando per individuare un soggetto al quale affidare i lavori previsti e mai compiuti. Si fa noto, inoltre, dell’impellente necessità del quartiere di vedere soddisfatti i propri bisogni legati alla realizzazione di una biblioteca comunale, di impianti sportivi comunali, di un polo sanitario, in quanto l’unico presente in zona ha terminato il sevizio di utenza nel mese di marzo del 2012, e dell’importanza di attrezzare l’area date la rilevanza turistica e naturalistica del quartiere.

Si attende ora una risposta sul campo, un’azione concreta più che la solita valanga di parole e promesse che ad oggi non hanno fatto altro che alimentare lo sdegno di cittadini fin troppo pazienti e meritevoli di riscontri concreti.